venerdì 3 agosto 2012

ricordo 5.
Non biasimarti. Un giorno ritornerai a cercare il cielo.


domenica 29 luglio 2012

Ricordo 4.



Solitudine. Si nasce e si muore soli,con l'illusione che qualcuno ci stia sempre accanto. Come le nuvole nel cielo,incrociamo altri mondi come noi, per caso, per poi riprendere il viaggio alla prima folata di vento. Uguali a prima nella forma, ma sempre differenti. Nella solitudine ci si ascolta,ci si conosce, si arriva a comprendere noi stessi, il fallimento e la nobiltà degli esseri umani. Si arriva a conoscere silenziosamente gli altri, felici nell'aver intorno qualcuno.O forse illusi, incapaci di aver consapevolezza che la vita, in fondo, è un viaggio solitario, come un albero in un bosco, circondato da altri simili a lui, vicini ma così lontani nella loro immobilità. Paura del silenzio, della morte, paura di un illusione creata da noi stessi. Come se il sogno che stiamo vivendo non debba mai finire, dimenticandosi di se stessi, del momento presente,che vola senza tornare. Nella solitudine il debole si rattrista, mentre il sognatore ne fa la sua condizione naturale. Nella solitudine si soffre, ma se ci si ferma ad ascoltare, si dovrebbe gioire.Perché nel silenzio del cuore,si può ascoltare la voce dell'infinito.


lunedì 11 giugno 2012

Ricordo 3.


Sono le persone silenziose quelle che hanno più da trasmettere. Sembrano vuote, mentre dentro esplodono e nessuno se ne accorge.


mercoledì 30 maggio 2012

Ricordo 2.


Cammini.in un pomeriggio afoso, tutto intorno è silenzio. Puoi sentire il profumo della vita che si inebria dell'estate, che regala una luce dirompente, che squarcia il nero della solitudine. Speranze, sogni, ritornano a fiorire. Crescono seguendo quel bagliore caldo,si fanno strada verso l'alto, di un colore vermiglio, splendente. A quel punto ti accorgi di loro, dei loro petali che i tuoi piedi stanno per calpestare nel tuo incedere monotono. A quel punto ti fermi, ti chini, e ne raccogli uno. Portandolo via con te.


domenica 27 maggio 2012


Ricordo 1.


Sei qui, seduto vicino ad un lume, solo.
C'è chi dice che scrivere faccia bene, plachi il dolore, un dolore che pensavi che non sarebbe mai più  ritornato. Un dolore difficile da accettare, a cui ti poni fieramente davanti, pensando di combatterlo, di prenderlo di petto, mentre egli subdolamente si aggira intorno a te, cercando un piccolo spazio dove infilarsi, dove tornare a pungere, a ferire.
Mai avresti detto di soffrire per una persona, una persona che tuttavia ami, hai amato, desideri ma non hai, origine e causa della sofferenza. E razionalmente non vorresti averla, perché ha tutte le caratteristiche di cui tu nella tua vita, ti sei fatto fiero nemico. Hai passato tutta la vita a guardare in faccia il dolore, ad assaporarlo, a combatterlo, diventando una specie di guerriero invisibile, nella speranza che parte del tuo vissuto fosse redenta con le tue azioni, con il tuo stesso sacrificio di vita, per la vita di altri.
E un giorno trovasti una persona per cui lottare. Ti sentivi felice, realizzato, amato. Ma era tutto una effimera illusione, il tuo castello dorato era tormentato, le fondamenta erano marce, fatte di un legno tarlato e malato. E così, la tua fortezza, il tuo rifugio, divenne la tua stessa tomba, macerie su te stesso, macerie pesanti, da spostare con fatica ad una ad una, per poter rivedere la luce.
E nel momento stesso in cui la luce, flebile, all'orizzonte si palesava, in cui uno spiraglio chiamato speranza ti dava spazio per il raggiungimento della serenità, un cielo azzurro dove gli uccelli si librano felici, ecco che il tormento riappare. Una tua nemesi, dentro te stesso, fuori te stesso che ti trascina nel limbo, in una dimensione dove il tempo e lo spazio non esistono, dove riecheggia nel buio il tuo dolore, per la perdita affrontata e mai sanata. Non sazia reclama la tua schiavitù, detta legge, a cui devi sottostare se vuoi sentirti felice. E tu ciecamente, guardando con la coda dell'occhio quello spiraglio, volgi le spalle alla tua libertà, e ritorni da dove sei venuto. Segui il cuore, l'istinto, segui l'inferno con le sue pareti scoscese.