domenica 29 luglio 2012

Ricordo 4.



Solitudine. Si nasce e si muore soli,con l'illusione che qualcuno ci stia sempre accanto. Come le nuvole nel cielo,incrociamo altri mondi come noi, per caso, per poi riprendere il viaggio alla prima folata di vento. Uguali a prima nella forma, ma sempre differenti. Nella solitudine ci si ascolta,ci si conosce, si arriva a comprendere noi stessi, il fallimento e la nobiltà degli esseri umani. Si arriva a conoscere silenziosamente gli altri, felici nell'aver intorno qualcuno.O forse illusi, incapaci di aver consapevolezza che la vita, in fondo, è un viaggio solitario, come un albero in un bosco, circondato da altri simili a lui, vicini ma così lontani nella loro immobilità. Paura del silenzio, della morte, paura di un illusione creata da noi stessi. Come se il sogno che stiamo vivendo non debba mai finire, dimenticandosi di se stessi, del momento presente,che vola senza tornare. Nella solitudine il debole si rattrista, mentre il sognatore ne fa la sua condizione naturale. Nella solitudine si soffre, ma se ci si ferma ad ascoltare, si dovrebbe gioire.Perché nel silenzio del cuore,si può ascoltare la voce dell'infinito.